Il 27 marzo 2026 la casa circondariale di Brescia ha ospitato l'apertura della Porta della Speranza. Il progetto è stato promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis del Dicastero per la Cultura e l'Educazione in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e sviluppato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con la direzione artistica di Rampello & Partners.
Il cuore del progetto è stata la casa circondariale “Nerio Fischione”, accompagnato dal Piazzale Arnaldo di Brescia, in cui è stata collocata una seconda porta della speranza. L'autore dell'opera è l'architetto Stefano Boeri.
L'installazione
Similmente all'edizione di Milano, anche nel caso di Brescia il progetto si articola in due luoghi distinti ma complementari, struttura con cui l'architetto Boeri ha inteso rappresentare la sua personale visione per cui «la parola speranza, in carcere, si chiama lavoro». Pertanto, una prima porta, collocata nell’ottagono da cui si dipanano i corridoi delle celle, aperta e dotata di un’anta trasformata in bacheca digitale, con aggiornamenti costanti sulle opportunità offerte da aziende e cooperative del territorio, dentro e fuori dall’istituto; un modello speculare in Piazzale Arnaldo, invece, è un’anta a schermo, progettata per indicare anche le informazioni sulla vita carceraria, oltre a presentare opportunità rivolte ai detenuti.
L'opera, costituita da due porte fisicamente distinte, ha voluto rappresentare un ponte comunicativo tra il carcere e la città bresciana: così si realizza un dialogo permanente che da un lato arricchisce la casa circondariale di Canton Mombello e dall'altro contribuisce al processo di sensibilizzazione della società civile bresciana, promuovendo una nuova consapevolezza sociale e coinvolgendo attivamente la comunità cittadina in questo percorso.