Pan Daijing

Leggere di nuovo, a cura dello storico dell'arte di fama internazionale Donatien Grau, è una riflessione della durata di un anno sull’atto della lettura attraverso il lavoro di importanti artisti contemporanei. Pan Daijing è tra gli artisti chiamati ad inaugurare lo spazio. 

Rientra nella programmazione d'arte contemporanea 2026 di Conciliazione 5: ideata dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, è una finestra sempre aperta sull’arte e sulla sua capacità di misurarsi con i grandi temi del nostro tempo, in modo libero e profondo, generando nuove domande, nuovi pensieri e dunque aprendo a una possibilità di trasformazione, significativa non solo sul piano culturale e civile, ma anche spirituale. 

Ritratto_Pan-Daijing.jpeg Ritratto_Pan-Daijing.jpeg
©Dzhovani

Pan Daijing (b. Guiyang, Cina 1991) è un’artista e compositrice la cui pratica artistica si colloca nell’intreccio tra l’arte visiva e la musica. Lavorando principalmente con suono, film, performance, installazione e coreografia, l’opera di Daijing mostra un forte senso psicologico dello spazio e cerca di comunicare profondità fisiche, emotive e sonore. L'artista crea percorsi immersivi nel cuore della temporalità, della memoria e dell'esistenza, che si manifestano nell’ambito delle esperienze dal vivo, evolvendosi nel tempo sotto forma di ambienti viventi, performance di lunga durata, concerti e la creazione di un senso di intensità collettiva. Il suo lavoro assume varie forme: film e video possono essere al centro o disperdersi, mentre le installazioni site-specific danno voce allo spazio e all'architettura, e i paesaggi sonori accompagnano il resto. Realizzata spesso come intervento architettonico, la sua arte sfida i confini tra le forme e tra il vivente e l'inanimato, portando gli spazi a una frequenza appena al di sopra della soglia della percezione.

Ha tenuto mostre personali al Walker Art Center, Minneapolis (2025), all’Haus der Kunst, Monaco (2024), al Grazer Kunstverein, Graz (2023), al Tai Kwun Contemporary, Hong Kong (2021) e al Tate Modern, Londra (2019). Le sue opere sono state anche esposte all’Hamburger Bahnhof, Berlino (2024); alla 14esima Biennale di Gwangju (2023); al Louvre, Parigi (2023), alla 13esima Biennale di Shanghai (2021), al Martin Gropius Bau, Berlino (2020) tra molti altri. Si è esibita in molti luoghi e festival come la Biennale di Venezia di Musica, Barbican Center, Londra; Kraftwerk, Berlino; Elbphilharmonie, Amburgo e Sonar Festival, Barcellona. Ha pubblicato tre album in studio: Tissues (2022), Jade (2021) e Lack (2017). Nel 2024 ha ricevuto il National Gallery Prize in Germania, nel 2025 l’Art Basel Prize in Svizzera e nel 2026 il Chanel Next Prize.