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Lo sport genera vita in abbondanza

notizie ‒ 12 febbraio 2026

Messaggio di S.E. Cardinale José Tolentino de Mendonça

 

La Chiesa ha sempre intrattenuto un rapporto con lo sport, basti considerare: le lettere di san Paolo che usano metafore sportive, gli scritti dei Padri della Chiesa che analizzano la pratica ascetica dei cristiani anche in quella chiave, i decreti conciliari del Medioevo che propongono una etica dei giochi di corte, i documenti pedagogici degli ordini religiosi dell’età moderna che mettono l’esercizio fisico al servizio dell’educazione e i pronunciamenti pontifici del XX secolo. Emblematica, in tal senso, fu la domanda che Pio XII pose nel 1945 nel suo discorso agli atleti italiani: «Come potrebbe la Chiesa non interessarsi (allo sport)?». A conferma di ciò il Concilio Vaticano II parlò dello sport come un emergente areopago di evangelizzazione (Gaudium et spes, 61).

Tutti questi testi mostrano l’interesse che la Chiesa ha nutrito nei secoli al riguardo di questo fenomeno culturale. Tuttavia, mancava ancora un documento pontificio dedicato esclusivamente al tema. Lo ha prodotto Papa Leone XIV in una Lettera, che sia il mondo dello sport, sia quello della comunicazione, stanno ricevendo con acuto interesse. In questo significativo pronunciamento, pubblicato in occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, “La vita in abbondanza” (Gv 10, 10), il Santo Padre rafforza il valore dello sport come realtà umana e culturale che arricchisce la vita degli sportivi e degli spettatori e contribuisce al benessere della società. Partendo da una riflessione sul significato del movimento olimpico, il Pontefice sottolinea il ruolo dello sport nella promozione della pace, come espresso nell’impegno della Carta Olimpica a favorire una maggiore comprensione e amicizia tra i popoli, al fine di costruire «un mondo migliore e più pacifico». In particolare, si incoraggiano «tutte le nazioni a riscoprire e rispettare questo strumento di speranza che è la Tregua Olimpica, simbolo e promessa di un mondo riconciliato».

Papa Leone XIV procede poi ad esplorare il significato dello sport per lo sviluppo umano, il suo ruolo privilegiato nel contribuire alla pienezza e all’abbondanza della vita. Lo sport può essere visto come una “scuola di vita” che insegna valori e spesso funge da metafora della esistenza. Il concetto di sport come “scuola di vita” suggerisce che l’attività atletica non è solo un’attività fisica, ma un profondo percorso educativo e spirituale che plasma la persona umana nella sua interezza. In questo contesto, lo sport funge da laboratorio per lo sviluppo di virtù, abilità sociali e maturità emotiva che vanno ben oltre il campo di gioco.

Lo sport è descritto come un percorso verso l’etica e l’eccellenza (aretē), in cui i partecipanti imparano a lottare per raggiungere i massimi livelli di prestazione mantenendo il controllo di sé: fonde passione e disciplina. Attraverso la pratica regolare, gli atleti coltivano l’allenamento, la perseveranza e la lealtà, riconoscendo che il vero successo è il frutto di un percorso lungo e paziente piuttosto che di un risultato immediato.

Lo sport infonde una certa maturità negli atleti, che imparano a gestire la vittoria e la sconfitta. Idealmente, imparano a vincere senza arroganza o umiliazione dell’avversario, riconoscendo il valore dell’impegno condiviso; e a perdere senza sentirsi sconfitti come individui, trattando il fallimento come una lezione di verità e umiltà e accettando con speranza la fragilità umana.

Lo sport agisce come un potente facilitatore delle relazioni sociali, insegnando agli individui come passare dall’egocentrismo alla solidarietà fraterna. Lo sport insegna l’importanza del lavoro di squadra, il senso di unità nel perseguimento di un obiettivo comune. Lo sport di squadra impartisce lezioni su come apprezzare la diversità dei punti di forza reciproci e la tolleranza delle debolezze. A un livello più globale, lo sport, che è una sorta di linguaggio universale, può creare un’opportunità privilegiata per riunire persone di culture, religioni ed etnie diverse in un’attività comune che mette in evidenza l’unità essenziale della famiglia umana.

Il Santo Padre sottolinea inoltre che lo sport ha molto da insegnare anche ai tifosi e agli spettatori. Lo sport, infatti, è fra le manifestazioni culturali più diffuse e seguite nel mondo contemporaneo. Può promuovere un senso di appartenenza e identità che porta gioia, e talvolta anche dolore, a chi segue la propria squadra. Ciò diventa problematico quando si trasforma in una forma di fanatismo che conduce alla polarizzazione e persino allo scontro e alla violenza. «È particolarmente preoccupante quando il tifo è legato ad altre forme di discriminazione politica, sociale e religiosa e viene utilizzato indirettamente per esprimere forme più profonde di risentimento e odio». Quando il fanatismo prende il sopravvento, si perde il senso della fratellanza.

Lo sport è sempre stato legato all’educazione e Papa Leone XIV sottolinea in modo particolare questa realtà. Seguendo la tradizione umanistica, lo sport è considerato essenziale perché educa la persona nella sua totalità, spirito — anima — corpo insieme (1 Ts 5, 23). Ripristina l’armonia tra il benessere fisico e l’equilibrio interiore, prevenendo la “frammentazione” della persona. Se vissuto correttamente, lo sport diventa una forma di ascetismo, dove lo sforzo dell’allenamento serve come pratica che forma la vita interiore.

Il Santo Padre riconosce anche che il valore dello sport deve essere difeso e identifica alcune dinamiche che potrebbero minarne la capacità di contribuire all’abbondanza della vita. Egli avverte che il valore intrinseco e la bellezza dello sport si perdono quando esso viene ridotto a un «mero spettacolo o prodotto». Quando prevale la «dittatura della prestazione» o l’eccessiva ricerca del denaro e del profitto, l’armonia dello sport viene spezzata. In questi casi, gli atleti rischiano di essere trattati come «merce» e la gioia del gioco — che è il cuore del suo potere formativo — viene diminuita e, alla fine, il pubblico si disillude.

Una della novità della Lettera è l’aver rafforzato l’importanza della pastorale dello sport come vero “spazio di discernimento e accompagnamento”. Il Santo Padre indica alle Conferenze episcopali di costituire delle Commissioni dedicate allo sport, rafforzando così la rete che elabora e coordina la pastorale del medesimo.

Lo sport come scuola di vita insegna che «l’abbondanza non deriva dalla vittoria a tutti i costi», ma dalla gioia di camminare insieme, rispettando gli altri e condividendo il viaggio.

Città del Vaticano, 12 febbraio 2026

Cardinale José Tolentino de Mendonça

Prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione

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