Il programma 2025 di Conciliazione 5 – spazio per l’arte contemporanea ideato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e inaugurato in occasione del Giubileo 2025 – è stato curato da Cristiana Perrella: una finestra sempre aperta sull’arte e sulla sua capacità di misurarsi con i grandi temi del nostro tempo, in modo libero e profondo, generando nuove domande, nuovi pensieri e dunque aprendo a una possibilità di trasformazione, significativa non solo sul piano culturale e civile, ma anche spirituale. Ogni artista ha avuto l’occasione di esprimere la propria arte in due spazi contemporaneamente, in via della Conciliazione, all’interno di una window gallery visibile 24 ore su 24, ed in un luogo esterno al Vaticano, ogni volta diverso in base al tema, ma in dialogo con le opere all'interno della galleria. I principali temi affrontati sono stati il carcere, i migranti, la cura del creato e la povertà, in continuità con il Giubileo della Speranza.
Dopo Yan Pei-Ming (Shanghai, 1960) che ha lavorato sulla condizione carceraria in relazione con la comunità della casa circondariale di Regina Coeli, Adrian Paci (Scutari, 1969), che ha concentrato la sua ricerca sulla potenza trasformativa del viaggio e Vivian Suter (Buenos Aires, 1942), che ha esplorato la relazione dell’uomo con la natura, il quarto e ultimo appuntamento ha visto protagonista, dall’11 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026, l’artista brasiliano Jonathas de Andrade (Maceió, 1982), che indagando da sempre le tensioni tra memoria, identità e società, ha affrontato i temi della solidarietà e dell’azione sociale.