Cultura digitale in Vaticano: potenzialità e sfide dell'intelligenza artificiale
Vatican News | Edoardo Giribaldi
Nella giornata di lunedì 2 marzo 2026 l'intelligenza artificiale è stata ancora una volta protagonista dell'ambiente vaticano. Nella Sala Pio X, sita in via della Conciliazione, si è svolto il seminario Potenzialità e sfide dell’Intelligenza Artificiale organizzato dalla Segreteria per l’Economia (SPE) e dall’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA), alla presenza dei relatori monsignor Paul Tighe, segretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione; padre Paolo Benanti, docente presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università LUISS Guido Carli; e il professor Corrado Giustozzi, docente presso il corso di laurea magistrale in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti dell'Università Campus Bio-Medico, introdotti dal professor Pasquale Passalacqua, direttore dell’ULSA. Ha moderato gli interventi Alessandro Gisotti, vice direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione.
Mons. Tighe sull'IA: Volatility, Uncertainty, Complexity e Ambiguity
Riprendendo il documento Antiqua et Nova, il Segretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione utilizzando l'acronimo VUCA, Volatility (Volatilità), Uncertainty (Incertezza), Complexity (Complessità) e Ambiguity (Ambiguità), ha riassunto i rischi concreti dell'intelligenza artificiale, in particolare Chat GPT., quali: armi biologiche, propaganda, disinformazione, sistemi che sfuggono al controllo umano.
In tal senso ha sottolineato il compito della Chiesa di diventare un partner affidabile e competente nello sviluppo di un'AI più etica e sostenibile, tracciando una linea continua tra il pontificato di Papa Francesco e Papa Leone XIV, che ha più volte citato la riflessione sull'intelligenza artificiale tra le priorità della sua governance.
Padre Benanti: intelligenza artificiale e politica
"Ogni artefatto tecnologico quando impatta un contesto sociale funziona come disposizione di potere e forma d’ordine" ha affermato padre Benanti per porre l'attenzione sulla dimensione politica degli strumenti di intelligenza artificiale.
Ha descritto la società attuale come una software defined society con l'intenzione di sottolineare l'elevata presenza delle nuove tecnologie nella vita di tutti giorni a tal punto che, nel caso dell'AI, sia arrivata a modificare la natura degli oggetti circostanti. Pertanto, ha concluso l'intervento, invitando tutti i presenti ad aprirsi ad una vera e propria alfabetizzazione dei media e dell'intelligenza artificiale, da promuovere con gli ambienti in cui ognuno entra quotidianamente in contatto.
Professor Corrado Giustozzi sulla scarsa neutralità degli algoritmi
Il terzo e ultimo relatore del seminario, il professore ha riportato il dialogo sulla dimensione tecnica, affermando che l'algoritmo non è mai neutrale perchè "può attuare strategie di scelta che sono nella mente del loro ideatore, incorporando talvolta pregiudizi, in buona fede o deliberati, che falsano i risultati o li rendono iniqui", e ricordando l'importanza di considerare l'IA come un supporto all'attività degli esseri umani, che non deve sostituirsi ad essi.
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