5ª Riunione Plenaria del gruppo americano di Etica Applicata all’IA
Il 9 e 10 giugno, il Centro per la Cultura Digitale, con il patrocinio dell’Institute for Ethics and the Common Good dell’Università di Notre Dame, ha ospitato la riunione plenaria annuale del gruppo americano di Etica Applicata all’IA. All’incontro hanno partecipato 19 studiosi provenienti da prestigiose università degli Stati Uniti, con la presenza di nuovi membri del Boston College e della Marquette University.
Nel corso della riunione, i partecipanti hanno esaminato le principali riflessioni sull’enciclica Magnifica Humanitas. Uno dei temi centrali è stato il riconoscimento che l’idea di creare una vera e propria “IA etica” è illusoria, poiché le macchine non possono incarnare virtù morali né possedere valori. Mentre l’IA è progettata per perseguire obiettivi ottimizzati, lo sviluppo umano è un processo interiore legato alla nostra finitezza, alle nostre fragilità, ai nostri limiti e alle relazioni personali.
Allo stesso modo, sono stati esaminati i lavori di ricerca in corso sulla cultura tecnocratica e il futuro del lavoro. Per il primo, al fine di comprendere la tecnologia attuale, si propone di analizzare le filosofie che la guidano in ambienti come la Silicon Valley. Sebbene cerchi di migliorare la società, spesso parte da una visione riduzionista che tenta di quantificare la vita umana. Di fronte a ciò, si propone una visione umanistica basata sulla prudenza e la responsabilità che rispondano agli ideali di perfezione e superamento promossi dall'IA. Riguardo al futuro del lavoro, l'impatto dell'IA va oltre la sostituzione dei posti di lavoro: richiede di dare priorità alla dignità rispetto all'efficienza e di riconoscere il lavoro come uno spazio di sviluppo personale. In un futuro segnato dall'IA, anche il tempo libero deve essere valorizzato come uno spazio per la cura reciproca e il rafforzamento delle relazioni comunitarie.
Una delle sessioni di lavoro ha consistito in due panel pubblici dedicati alle pubblicazioni Reclaiming Human Agency e Educating in the Age of AI. Nel primo, i co-redattori hanno chiarito le differenze tra gli agenti di IA e i veri agenti umani, nonché il modo in cui l'IA attuale sta influenzando le nostre azioni. Nel secondo, gli autori hanno sostenuto la necessità di garantire lo sviluppo umano integrale, non attraverso la semplice formazione individuale, ma attraverso la formazione di persone capaci di utilizzare nuovi strumenti per affrontare la tecnologia senza perdere la loro natura umana.
Infine, il gruppo sottolinea che il dibattito umanistico sull’IA non deve rimanere solo nel mondo accademico o della filosofia e della teologia. Queste riflessioni devono essere comunicate in modo chiaro al grande pubblico e alle istituzioni, affinché possano offrire una “bussola etica” in un periodo di profonda trasformazione tecnologica.