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For Each Other - La Chiesa nei Giochi Milano/Cortina 2026

notizie ‒ 23 gennaio 2026

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, l'Arcidiocesi di Milano, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, promuoverà un variegato programma di animazione pastorale sportiva.

 

Il progetto - che avrà come titolo complessivo “For Each Other” (L’uno per l’altro) - prevede un ricco calendario di iniziative ed eventi diffusi in diverse zone della città di Milano, che prenderanno avvio già nei prossimi giorni e continueranno fino a metà marzo. L’obiettivo è proporre un programma di eventi e attività che intende accompagnare le persone a vivere lo sport come un percorso che coinvolge tutte le dimensioni della persona. Particolare attenzione sarà inoltre riservata alla dimensione inclusiva, che invita a non lasciare indietro nessuno e a valorizzare le fragilità e le situazioni di disabilità.

 

Il primo grande appuntamento in programma è per giovedì 29 gennaio alle ore 18.30, nella Basilica di San Babila (corso Monforte 1), con una Messa per l’accoglienza della “Croce degli sportivi”, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, e concelebrata da Mons. Paul Tighe, Segretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l'Educazione. La “Croce degli Sportivi” verrà consegnata da Athletica Vaticana, l’associazione polisportiva ufficiale della Santa Sede, che ha ospitato la Croce a Roma dallo scorso giugno, in occasione della celebrazione del Giubileo dello Sport.

 

Per tutta la durata del periodo olimpico e paralimpico la Basilica di San Babila diventerà dunque la “chiesa degli sportivi”, ospitando altre celebrazioni connesse all’evento.

 

Alla realizzazione del progetto, patrocinato anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, collaborano Caritas Ambrosiana, la Pastorale giovanile diocesana, il CSI Milano (Centro Sportivo Italiano) e la Consulta diocesana “Comunità cristiana e disabilità”.

 

Nel suo messaggio per questo progetto di pastorale sportiva, il Cardinale José Tolentino de Mendonça ha ringraziato l’Arcidiocesi di Milano per l’accoglienza della “Croce degli Sportivi”, sottolineando che questa Croce «non intende configurarsi come un gesto di carattere confessionale o proselitistico, ma come un segno che richiama il valore della dignità umana nella sua interezza». La Croce, cuore del messaggio cristiano, testimonia che Dio si rende solidale con la condizione dell’uomo, condividendone la fatica, il limite e la sofferenza, per aprirli a una speranza di senso e di trasfigurazione».

 

 

Messaggio del Cardinale José Tolentino de Mendonça per occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026:

 

«Nel quadro della propria missione di promuovere e accompagnare il dialogo della Chiesa con le espressioni fondamentali della cultura contemporanea, il Dicastero per la Cultura e l’Educazione esprime il proprio vivo ringraziamento all’Arcidiocesi di Milano, nella persona del suo Arcivescovo, S.E.R. Mons. Mario Delpini, per l’accoglienza della Croce degli Sportivi e per le iniziative pastorali promosse in preparazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

La Chiesa ha sempre riconosciuto nello sport una realtà umana e sociale di grande rilevanza, capace di incidere profondamente sui processi educativi e culturali. Oggi, in un contesto in cui lo sport rappresenta uno dei fenomeni più diffusi e condivisi a livello globale, tale rapporto richiede un’attenzione rinnovata e consapevole. Come ricordava san Paolo VI, già Arcivescovo di Milano, «l’uomo da evangelizzare non è un essere astratto» (Evangelii nuntiandi, 31), ma una persona inserita in una concreta realtà storica e culturale.

In questa prospettiva si colloca la presenza della Croce degli Sportivi. Essa non intende configurarsi come un gesto di carattere confessionale o proselitistico, ma come un segno che richiama il valore della dignità umana nella sua interezza. La Croce, cuore del messaggio cristiano, testimonia che Dio si rende solidale con la condizione dell’uomo, condividendone la fatica, il limite e la sofferenza, per aprirlo a una speranza di senso e di trasfigurazione. In tal modo, essa diventa un segno che interpella ogni coscienza, al di là delle appartenenze religiose.

Alla luce di questa visione, l’esperienza sportiva non può essere valutata esclusivamente in base al risultato o alla prestazione, ma anche in relazione alla crescita umana e relazionale che essa è in grado di generare. La pratica sportiva educa al rispetto dell’altro, al confronto leale, alla capacità di vivere la vittoria con sobrietà e la sconfitta con responsabilità, trasformando la competizione in occasione di incontro e di maturazione personale e comunitaria.

È questo il contributo che la Chiesa intende offrire al mondo dello sport: non negare il valore della competizione, piuttosto orientarla affinché non sia dominata da una logica individualistica, ma aperta alla dimensione del bene comune. In questo senso, come ha ricordato Papa Leone XIV, «in una società segnata dalla solitudine e da un crescente individualismo, lo sport, soprattutto quando è vissuto in forma comunitaria, educa alla collaborazione e al camminare insieme, diventando uno strumento importante di incontro e di ricomposizione tra i popoli» (Omelia nel Giubileo dello Sport, 15 giugno 2025).

Lo sport, pertanto, possiede anche una responsabilità sociale: può contribuire a generare legami, a superare contrapposizioni e a promuovere una cultura della pace.

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione desidera, infine, esprimere il proprio apprezzamento a tutti gli operatori pastorali dell’Arcidiocesi di Milano e delle diocesi coinvolte, che offriranno il loro servizio in occasione di questo importante evento sportivo.

L’auspicio è che gli atleti, gli organizzatori e tutti i partecipanti ai Giochi Olimpici e Paralimpici possano vivere questa esperienza come un’occasione di incontro, di fraternità e di speranza condivisa».